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giovedì 30 giugno 2016

Junya Ishigami è il vincitore della quinta edizione del BSI Swiss Architectural Award


L'architetto giapponese Junya Ishigami ha vinto la quinta edizione del BSI Swiss Architectural Award, imponendosi tra 28 candidati provenienti da 17 paesi.

Il premio da 100.000 franchi sarà consegnato al vincitore il prossimo 22 settembre 2016 all'Accademia di architettura di Mendrisio, Università della Svizzera italiana. 

La cerimonia inaugurerà l'esposizione dei lavori presentati dai candidati, che resterà aperta fino al 23 ottobre.

Il BSI Swiss Architectural Award, giunto quest'anno alla quinta edizione, celebra i suoi primi 10 anni: un traguardo importante per uno dei premi più ingenti e prestigiosi al mondo e che si avvale di un comitato di advisor composto da architetti e critici di rinomanza internazionale.


Lugano, 30 giugno 2016 - È Junya Ishigami (Giappone) il vincitore della quinta edizione del BSI Swiss Architectural Award: premio internazionale di architettura promosso da BSI Architectural Foundation, con il patrocinio dell'Accademia di architettura di Mendrisio - Università della Svizzera italiana e in collaborazione con l'Archivio del Moderno di Mendrisio. 
Il premio, che ammonta a 100.000 franchi, sarà consegnato al vincitore il prossimo 22 settembre 2016 all'Accademia di architettura di Mendrisio (Svizzera), nel corso di una cerimonia che segnerà anche l'apertura dell'esposizione dei lavori presentati dai candidati.

Il vincitore dell'edizione 2016, Junya Ishigami, è stato selezionato tra 28 candidati provenienti da 17 paesi.
La Giuria ha attribuito all'unanimità il premio BSI Swiss Architectural Award 2016 a Junya Ishigami per il Kanagawa Institute of Technology Workshop (Kanagawa, Giappone, 2004-2008), per l'intervento nel Padiglione giapponese alla XI Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (2008) e per la "Casa con piante" costruita nei sobborghi di Tokyo per una coppia di giovani sposi (2010-2012).
Secondo le motivazioni della  Giuria, "gli edifici di Junya Ishigami creano spazi di grande bellezza e serenità, che s'impongono con una forza iconica inusuale", offrendo al contempo risposte concrete a precise esigenze funzionali. 
Le tre opere presentate da Junya Ishigami sono caratterizzate, in particolare, "da una ricerca strutturale innovativa ma senza inutili eroismi, che conduce ad un'architettura di delicata raffinatezza" e da "un rapporto fecondo con l'elemento vegetale, interpretato e declinato in modi sempre diversi": dall'edificio come metafora di una foresta, nel caso del Kanagawa Institute of Technology Workshop, alla completa integrazione della vegetazione nella "Casa con piante".

La giuria della quinta edizione è stata presieduta da Mario Botta (Svizzera) e composta da Jean-Louis Cohen (Francia), Marc Collomb (Svizzera - direttore dell'Accademia di architettura di Mendrisio), Bruno Reichlin (Svizzera) e José María Sánchez García (Spagna).
I candidati all'edizione 2016 del BSI Swiss Architectural Award sono stati nominati da un comitato di advisor composto da Solano Benitez (Paraguay), Ole Bouman (Olanda), Gonçalo Byrne (Portogallo), Luis Fernandez Galiano (Spagna), Sean Godsell (Australia), Bijoy Jain (India), Diébédo Francis Kéré (Burkina Faso / Germania), Shelley McNamara (Irlanda), Valerio Olgiati (Svizzera), Smiljan Radić (Cile), Li Xiaodong (Cina) e i premi Pritzker Toyo Ito (Giappone) e Paulo Mendes da Rocha (Brasile). 

I candidati all'edizione 2016 del BSI Swiss Architectural Award sono: Andrade Morettin Arquitetos Associados (Brasile), Alejandro Aravena / Elemental (Cile), Arquitecturia (Spagna), Eduardo Castillo (Cile), Kashef Mahboob Chowdhury / Urbana (Bangladesh), Santiago Cirugeda / Recetas Urbanas (Spagna), DRDH Architects (UK), Sou Fujimoto (Giappone), HARQUITECTES (Spagna), Go Hasegawa (Giappone), Grainne Hassett / Hassett Ducatez Architects (Irlanda), Anna Heringer (Germania), Anne Holtrop (Olanda), Hua Li / TAO, Trace Architecture Office (Cina), Jun Igarashi (Giappone), Sebastian Irarrázaval (Cile), Junya Ishigami (Giappone), Alexia León (Perù), Inês Lobo (Portogallo), Made in (Svizzera), Mokena Makeka / Makeka Design Lab (Sud Africa), O-office Architects (Cina), Oualalou + Choi (Francia), Pezo von Ellrichshausen (Cile), Productora (Messico), Sami Arquitectos (Portogallo), Vo Trong Nghia (Vietnam), Zecc Architects (Olanda). 

Nel sito www.bsi-swissarchitecturalaward.ch/it sarà possibile reperire tutte le informazioni per l'edizione in corso e le precedenti.


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martedì 28 giugno 2016

Tavolo Bisceglie e sedia Molfetta di Greenwood. Design e colore per outdoor suggestivi



Greenwood propone i colori della natura per valorizzare con eleganza il giardino: le fresche nuance dell'azzurro e del verde mela disponibili per le sedute e per gli schienali delle sedie Molfetta danno un tocco di personalità all'ambiente, abbinandosi perfettamente alla raffinata tinta avorio del tavolo Bisceglie.


Il design di questo set da bistrò è contemporaneo, con linee essenziali, volumi sottili, superfici lisce e texture d'impatto sensoriale.


Per i materiali utilizzati, invece, la parola d'ordine è praticità, con l'utilizzo del ferro per la struttura e della fibra artificiale in wicker per sedute e schienali, al fine di garantire oltre al comfort, sia durata nel tempo che resistenza agli agenti atmosferici.


Greenwood
Numero verde 800.985006
www.moiaspa.com/greenwood







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La Torre di Pisa si accende con la luce di Targetti


28 giugno 2016 - A Pisa, oltre al Duomo, al Battistero, al Camposanto monumentale e al Museo delle Sinopie, Targetti veste di luce anche la Torre pendente.

L''accensione, prevista per poche date simboliche, si è ripetuta anche quest'anno, come da tradizione, in occasione della Luminara di San Ranieri.

L''illuminazione è stata il coronamento del lungo lavoro di restauro sovrinteso dall'Opera della Primaziale Pisana e coordinato dalla Sovrintendenza, che ha interessato sia la struttura della Torre sia i suoi rivestimenti in marmo, riportati finalmente al loro antico splendore.

Così come accade con la luce del sole, l'effetto risultante è un sapiente contrasto tra luce e ombra, in linea con il gioco dei pieni e dei vuoti caratteristico della Torre, capace di manifestare con nitidezza il disegno di ogni ordine e di ogni arcata.

La luce è modulata e diffusa con precisione, così da illuminare in modo uniforme ogni piano; la tonalità è coerente con l'illuminazione degli altri monumenti della piazza.

Il risultato è spettacolare e restituisce alla Torre più famosa al mondo, l'identità che le spetta anche nel buio della notte.

L'interno di ogni piano è circondato da strisce LED di bassissima potenza, alloggiate in appositi profili in alluminio dotati di uno schermo opalino in grado di diffondere morbidamente la luce.

L'utilizzo dei LED  ha consentito di realizzare un impianto caratterizzato da un bassissimo impatto visivo, bassi consumi e ridotta manutenzione.

Nicola Bertini, vice-president sales di Targetti: "Proseguiamo la nostra attività nel mondo dell'arte e dell'architettura, in seguito a esperienze di successo come il David di Michelangelo e il Museo degli Uffizi. Ora a Pisa siamo presenti con questa installazione particolarmente suggestiva, nella quale la luce si è rivelata un elemento sensoriale che mostra senza mostrarsi. E' questa, a nostro avviso, la vera ricchezza e il plus che un buon sistema di illuminazione deve garantire. Targetti ha investito molto in questa direzione, mettendo al servizio dell'architettura storica, dei lighting designer e degli architetti le proprie competenze nello sviluppo di progetti che offrano le caratteristiche di risparmio, efficienza energetica e valorizzazione estetica". 
 


Targetti è tra le principali aziende del mercato internazionale dell'illuminazione architetturale per interni ed esterni.

Nata nel 1928, la sede principale è in Italia, ma la società ha filiali nei più importanti mercati di tutto il mondo: Francia, Russia, Spagna, Stati Uniti, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti e Cina.




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ORBIS, IL PRIMO GLASSBLOCK CIRCOLARE

Sevesglassblock presenta la nuova collezione ORBIS, il primo mattone in vetro di forma circolare disponibile in due versioni ideali per strutture orizzontali interne ed esterne.
 


Orbis B R19/5, il mattone di vetro a tazza rotondo, e Orbis BG R19/10, il mattone di vetro rotondo offrono in entrambi i formati un duplice vantaggio: da un lato i pannelli risultano più sicuri alla calzatura, grazie alla maggiore superficie della fuga che si crea tra vetro e vetro, che ne aumenta l'attrito.


Dall'altro, la dimensione del formato applicata alle pavimentazioni rende le superfici maggiormente decorative e più idonee per arredi interni ed esterni.


Sono disponibili nel disegno vetro liscio ed in due finiture (trasparente e sabbiata su 1 lato).



ORBIS B R19/5 CARATTERISTICHE TECNICHE

Dimensioni (cm)
10x5 cm


Peso (Kg)
1,5


N. pezzi/m²
20


CONFEZIONE

N. pezzi/scatola
8


N. pezzi/pallet
480






ORBIS BG R19/10 CARATTERISTICHE TECNICHE

Dimensioni (cm)
10x10 cm


Peso (Kg)
2,9


N. pezzi/m²
20






CONFEZIONE

N. pezzi/scatola
4


N. pezzi/pallet
240

lunedì 27 giugno 2016

Progetto CMR disegna la Città del Futuro a Shenzhen


Milano, 27  Giugno 2016

LAVORI INIZIATI PER IL MASTERPLAN DELLA CITTA' DEL FUTURO A SHENZHEN, DISEGNATA DA PROGETTO CMR 

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Si è tenuta lo scorso 17 giugno la cerimonia di posa della prima pietra della "China-EU Future City", il nuovo polo urbano di 4 km² disegnato dalla società di progettazione integrata Progetto CMR che sorgerà nella città cinese di Shenzhen, nel distretto di Longgang.

 

La società italiana guidata dall'arch. Massimo Roj si è di fatti aggiudicata la progettazione di uno dei primissimi distretti a bassa emissione di anidride carbonica in Cina, fortemente voluto dal governo locale di Shenzhen che ha fatto dello sviluppo sostenibile una delle massime priorità della sua agenda politica. Il progetto, promosso dal gruppo di investimenti tedesco Euro Sino Invest, si svilupperà in quattro fasi consecutive e vuole essere un'avanzata piattaforma di scambi di tecnologie e ricerca tra aziende europee e cinesi, che troveranno qui a Longgang una location ideale per sviluppare e condividere le loro attività di R&D in settori quali la medicina, scienza, informatica e meccanica.

 

Il progetto della "China-EU Future City" nasce infatti sotto l'egida della "Partnership sull'Urbanizzazione" firmata dal governo cinese ed europeo nel 2012, con l'obiettivo di costruire un ponte tra le due realtà, per facilitare e promuovere uno scambio permanente di risorse e competenze specialmente nell'ottica di uno sviluppo urbano sostenibile.

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Forme moderne, lineari e armoniose caratterizzano l'intero masterplan, rafforzando il suo carattere moderno e tecnologico. La prima fase del progetto, ufficialmente avviata con la cerimonia della scorsa settimana, prevede la realizzazione del nucleo di Huan De Town, in cui saranno concentrate strutture operative per attività di ricerca, formazione, seminari e servizi ulteriori, oltre alle residenze, per semplificare l'accesso alle aziende europee interessate a investire. Nelle tre fasi successive, la città si arricchirà progressivamente di nuove funzioni, come un centro di produzione e uffici per la cosiddetta industria 4.0, con un focus particolare su settori quali l'IT, materiali all'avanguardia e impianti avanzati, e un centro di prim'ordine interamente dedicato alla medicina e alla scienza. Il tutto poi supportato da un "Sustainable Urban Park", un parco urbano sostenibile per le aree residenziali, commerciali e produttive.

Nonostante le dimensioni del progetto, l'obiettivo finale perseguito dal team di Progetto CMR è fin dall'inizio quello di creare degli spazi vivibili e "a misura d'uomo". Tutto è stato studiato per arrivare ad un risultato che sia a scala umana, dalla corretta disposizione degli edifici all'analisi della viabilità, senza trascurare gli spazi per l'aggregazione sociale e le aree verdi. Queste ultime in particolare assumono grande rilevanza, in quanto fungono anche da "corridoi" naturali che separano idealmente le diverse zone del distretto, come ad esempio le due grandi direttrici verdi nord-sud ed est-ovest che attraversano l'area del progetto.

La componente "green" del masterplan non ha solo valenza estetica, ma serve anche dei precisi obiettivi di sostenibilità ambientale. A questo proposito, dopo un'attenta analisi delle condizioni climatiche di Shenzhen, caratterizzata da un clima tipicamente monsonico, già dalle fasi preliminari del design è previsto l'utilizzo di tecnologie per il recupero dell'acqua piovana e dell'energia geotermica, di pannelli fotovoltaici sugli edifici e di altri sistemi attivi e passivi che riducono sensibilmente il consumo energetico complessivo.

"Sono molto soddisfatto di questo lavoro" – afferma l'AD di Progetto CMR, l'arch Massimo Roj"non solo per gli interessanti aspetti architettonici ma anche, e soprattutto, per il segnale forte che da: un esempio di sviluppo urbano sostenibile e a misura d'uomo, fortemente improntato alla ricerca tecnologica e agli scambi bilaterali, che può essere preso come riferimento nel percorso verso la crescita a basso impatto ambientale ed economico intrapreso dalla Cina negli ultimi anni".

 

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Progetto CMR
Progetto CMR è una società specializzata nella progettazione integrata, nata nel 1994 con l'obiettivo di realizzare un'architettura flessibile, efficiente ed ecosostenibile applicando un metodo che parte dall'analisi delle esigenze del cliente. La sede centrale è a Milano, ha uffici in diverse città nel mondo: Rome, Athens, Bahrain, Beijing, Chennai, Istanbul, Jakarta, Prague, Singapore, Tianjin ed è partner di EAN - European Architect Network.
La società è strutturata in tre macro aree: architettura, ingegneria, design, che operano in modo integrato per offrire soluzioni personalizzate, innovative e sostenibili. Dal 2010 Progetto CMR è tra i primi 100 studi di architettura al mondo segnalati da BD World Architecture Top 100.
"Less ego more eco", meno interessi personali e più obiettivi collettivi, è la filosofia progettuale della società che dà anche il titolo all'ultima pubblicazione dedicata alla sostenibilità, firmata dall'arch. Massimo Roj (Editrice Compositori, 2012).
Tra i progetti recenti in Italia: la nuova sede de La Stampa a Torino, i nuovi uffici della Gazzetta dello Sport a Milano, l'Headquarters del Gruppo Pittini a Osoppo (Udine), le nuove sedi di Heinz, ABI e HP a Milano e Roma, la riqualificazione delle Torri Garibaldi a Milano. Tra quelli esteri sono diversi gli sviluppi a scala urbana: LEGEM, una proposta italiana per lo sviluppo di una città sostenibile in India; la riqualificazione dell'antica Città di Jingzhou in Cina, e, sempre in Cina, i master plan per i nuovi sviluppi di Manjiangwan e Zhenjiang Sino-Italian Agricultural Innovation Demo Park.


Massimo Roj, fondatore e Ceo di Progetto CMR
Architetto, da oltre 30 anni svolge attività di consulenza nei campi della Pianificazione degli spazi, del Disegno degli interni e dell'Architettura in Italia e all'Estero. Nel 1994 fonda a Milano Progetto CMR, azienda leader italiana nel settore delle progettazione integrata. La sua passione per la ricerca lo porta ad assumere numerosi incarichi scientifici. Visiting Professor all'Università di Tianjin, nel 2002 è membro del comitato scientifico di Humantec (Design for Humanization of Technology), dal 2006 fa parte del comitato scientifico di ULI (Urban Land Institute), dal 2011, grazie al suo impegno nella progettazione sostenibile, partecipa ai comitati scientifici di Eire e Assoimmobiliare, dal 2013 entra a far parte del Comitato Operativo per la Competitività Territoriale di Assolombarda.
Tra le sue pubblicazioni: "Workspace/Workscape. I nuovi scenari dell'ufficio" (2000), "WorkWideWords. Le parole del progetto" (2004), "Less Ego More Eco" (2012).




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Estate a bordo piscina con Nardi

Luogo di relax, svago e sport oggi la piscina può essere progettata come area di espansione degli interni, un prolungamento naturale in/outdoor da vivere non solo per fare il bagno e solarium ma anche per organizzare altre attività ludiche e conviviali.

L'arredo del bordo piscina diventa così funzionale a creare uno stile che, coerente con le scelte generali della casa, crea un continuum estetico e funzionale.

Ecco alcune proposte di arredo bordo piscina di Nardi.

Prodotti in resina fiber-glass realizzati completamente in Italia, facili da pulire, stoccare e che non richiedono particolare manutenzione a fine stagione.

Lettino prendisole Atlantico (design Raffaello Galiotto)
Snello, slanciato, aereo.

Atlantico è un lettino prendisole in resina fiber-glass  progettato su un arco portante che si sviluppa in lunghezza e caratterizza tutta la struttura.

Una resa estetica raffinata caratterizzata da forme arrotondate e completamente senza spigoli.

Le forme ergonomiche si adeguano in modo uniforme ed elastico allo scarico del peso con la possibilità di scelta di ben 4 diverse posizioni dello schienale. Con braccioli o senza il comfort è garantito.

Colori:
Struttura: bianco, antracite, tortora, caffè

Tessuto sintetico: blu, celeste, tortora, bianco, antracite, rosa, mandarino, prato.

Misure: lunghezza cm 204, Larghezza cm 70, altezza da terra cm 35, peso kg 14,5


Loto & Ninfea (design Raffaello Galiotto)
Resina fiber-glass, vetro e alluminio disegnano le forme pulite ed armoniose del set ispirato ai fiori acquatici e alle loro ramificazioni; tavolo e sedie sostenuti da incroci leggeri e aerei per un risultato estetico di affascinante raffinatezza.

Le sagome fluide e aerodinamiche della struttura sostengono la seduta in resina, un segno unico e vibrante che accoglie il corpo in modo rilassante ed estremamente ergonomico.

Il tavolo presenta un elegante piano in vetro disegnato a listarelle vetrificate a caldo.

Colori: Total white oppure bianco, caffè, antracite con gambe in alluminio anodizzato argento 

Misure: Ninfea Relax h cm74Xlargh cm 72X prof cm 69).

Tavoli abbinabili: Loto Relax 110 (quadrato cm110Xcm110Xh cm 42) Loto Relax 95 (quadrate cm 95Xcm95Xh cm 42) Loto Relax 60 (solo con piano in laminato, quadrate cm 60Xcm60Xhcm 42).

IDstile lancia la tecnologia invisibile che fa suonare l’acqua

Le pareti di una stanza e l’acqua di una piscina possono suonare come uno stereo: parola di IDstile. L’Azienda, specializzata in progettazione e disegno industriale, ha realizzato per Esarc Hi-tech degli innovativi impianti di sonorizzazione: piccolissimi oggetti applicabili su svariati tipi di superficie che riescono a trasformare cartongesso, legno, vetro, materiali compositi, plexiglass, alluminio, metallo e addirittura l’acqua in veri e propri altoparlanti, semplicemente sfruttando un campo magnetico e generando delle vibrazioni. Questi rivoluzionari prodotti che pesano meno di 1 Kg sono stati costruiti utilizzando una particolare lega di origine militare chiamata Terfenol-D, fatta di terbio, ferro e disprosio.

Figaro e Ottone, questo il nome dei due tipi di mini-impianto, permettono di abbandonare i vecchi sistemi molto più invasivi e di diffondere un suono più omogeneo capace di creare effetti che un diffusore audio tradizionale non può raggiungere.
La rivoluzionaria tecnologia creata da IDstile ha letteralmente spaccato il mercato convincendo catene del calibro degli Hotel Casinò Cotai di Macao e degli Hotel Metro Goldwin Mayer, MC Donald's e Rinascente a scegliere questi prodotti “non convenzionali”, dal design ricercato ed elevate prestazioni.  Lo stesso hanno fatto alcuni importanti brand della moda, scegliendo questi sistemi per la sonorizzazione dei loro store: parliamo di Lee, Napapijri, Kipling e Seven Fam.
Figaro e Ottone, il primo un sistema multiplo di almeno 4 elementi, il secondo a cassa singola, sono capaci di raggiungere frequenze da 53 Hz fino a 20 kHz e mantengono inalterata la possibilità di creare effetti stereo, surround e 5.1.

 “Siamo davvero entusiasti del lavoro fatto finora per Esarc Hi-Tech – dichiara Matteo Cibelli, CEO di IDstile – Continuiamo costantemente il nostro lavoro di ricerca per sviluppare le potenzialità dei modelli già realizzati, come Figaro e Ottone, e inventarne di nuovi. Siamo riusciti a creare un prodotto capace di rivoluzionare il mercato e il fatto che sia stato scelto da strutture di livello internazionale ci inorgoglisce molto”.
Figaro e Ottone sono alcuni dei progetti più rappresentativi della modalità di lavoro di ID Stile, unica azienda del settore in grado di accorpare diversi servizi in un unico pacchetto, partendo dal concept, dal design e dalla progettazione, fino alla sua prototipizzazione, occupandosi anche del posizionamento sul mercato e della comunicazione.
IDstile nasce nel 2012 da una intuizione di Matteo Cibelli e, con oltre 200 progetti, all’attivo rappresenta un unicum all’interno dell’industrial design mondiale avendo ideato un modello brevettato per individuare tra oltre 400 professionisti - designer, progettisti, ingegneri e grafici - la migliore squadra di lavoro.  
Questa modalità permette di avere maggiori risorse professionali che, grazie al fatto di poter scegliere in tutta Italia, hanno costi ridotti pur mantenendo prestazioni di altissimo livello. ID Stile è l’unica azienda di design che sviluppa il prodotto in funzione del costo di produzione: a differenza di molte altre realtà, si parte dal target price e realizzare di conseguenza un progetto allineato già verificando presso fornitori e produttori la possibilità di realizzazione nelle migliori condizioni.  

sabato 25 giugno 2016

Al via “Casa Fabbri Reload”, la Open Call di progettazione per ristrutturare la sede operativa di Fondazione Francesco Fabbri




Giugno 2016


Al via "Casa Fabbri Reload", la Open Call di progettazione per ristrutturare la sede operativa di Fondazione Francesco Fabbri


Al fine di consolidare il proprio ruolo di soggetto incubatore e promotore di ricerche, attività seminariali, processi e piattaforme culturali in grado di interpretare e influenzare i settori più innovativi della Contemporaneità, Fondazione Francesco Fabbri da avvio a "Casa Fabbri Reload", la Open Call di progettazione finalizzata ad adeguare e ristrutturare il proprio compendio immobiliare di Casa Fabbri.

La Open Call è promossa in condivisione con il Comune di Pieve di Soligo.

Casa Fabbri è già oggi il "quartier generale" di Fondazione e gli interventi previsti nella Open Call di progettazione devono poter garantire la sua definitiva trasformazione in "residenza temporanea" per studiosi, creativi, ricercatori e soggetti coinvolti nelle attività progettuali che richiedono ospitalità.

"Casa Fabbri Reload" si rivolge ad architetti, designer, paesaggisti e gruppi ibridi. Non è strutturata solo per individuare delle figure professionali, ma piuttosto per offrire un ulteriore momento formativo e di visibilità ad una classe professionale che affronta una stagione di grandi cambiamenti.

Il regolamento di partecipazione prevede 6 fasi di lavoro distribuite da giugno a settembre e si concluderà con la aggiudicazione di un premio in denaro (pari ad € 5.000,00) al singolo soggetto o al gruppo proclamato vincitore.

Successivamente Fondazione Francesco Fabbri si riserva la facoltà di assegnare lo sviluppo dei progetti esecutivi-costruttivi e la direzione artistica delle opere, che andranno comunque terminate ed inaugurate nella scadenza del Quarantennale dalla morte di Francesco Fabbri il prossimo 20 gennaio 2017.

Per partecipare alle prime selezioni è necessario inviare il proprio book di candidatura alla mail "segreteria@fondazionefrancescofabbri.it".

Il regolamento di partecipazione è consultabile e scaricabile sul sito www.fondazionefrancescofabbri.it.





Fondazione Francesco Fabbri Onlus
Politiche e Arti per i Territori


Sede Operativa
Casa Fabbri
Via Francesco Fabbri 16
30153, Pieve di Soligo, TV

Sede Legale
Villa Brandolini
Piazza Libertà 7
31053, Pieve di Soligo, TV

segreteria@fondazionefrancescofabbri.it
www.fondazionefrancescofabbri.it



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venerdì 24 giugno 2016

Case al bacio nei borghi più belli d’Italia

Da idealista fotografia immobilire dell'altra Italia, a velocità slow.

Case al bacio nei borghi più belli d'Italia.

• Prezzi al top in Liguria, con punte di oltre 5.000 euro al metro quadro a Laigueglia (SV)

• Costi accessibili per chi sogna di vivere nei caratteristici borghi del Molise, dell'Alta Irpinia e della Calabria

Milano24 Giugno 2016 - Laigueglia, in provincia di Savona , è il borgo più caro d'Italia dove acquistare casa, con una media di 5.499 euro al metro quadro.  

È quanto emerge dall'analisi di mercato condotta dall'ufficio studi di idealista sui Borghi eccellenti d'Italia in vista della Notte Romantica del 25 giugno, in 178 comuni tra i più affascinanti della Penisola.

Sul podio, secondi i dati del portale immobiliare, oltre alla località ligure, salgono anche Atrani(5.148 euro/m2),  angolo di paradiso della Costiera Amalfitana in provincia di Salerno, e Cervo Ligure (4.596 euro/m2), in provincia d'Imperia.  

Il buon retiro è a peso d'oro in Liguria
Sono 15 i borghi che vantano prezzi superiori ai 2mila euro al metro quadro. 

Di questi ben 6 sono località liguri, destinazioni molto ambite dalle famiglie milanesi e piemontesi, ciò giustifica i prezzi elevati di Finale Ligure (4.515 euro/m2), Lerici (4.201 euro/m2) , Moneglia (3.244 euro/m2) e Freamura (3.107 euro/m2). 

Tra i borghi marinari della top 15 figurano anche Monte Argentario (4.200 euro/m2), in provincia di Grosseto, Cefalù (2.634 euro/m2) in provincia di Palermo e Castellabate (2.152 euro/m2)località in ascesa del Cilento a sud della provincia di Salerno.

Tra le altre località sotto i 3mila euro si collocano Pescoconstanzo (2.891 euro/m2), località montana in provincia dell'Aquila, Egna (2.817 euro/m2) in provincia di Bolzano, Castel Gandolfo (2.495 euro/m2) e Morimondo (2.238 euro/m2), rispettivamente in provincia di Roma e di Milano.

Prezzi stracciati nell'entroterra, che offre opportunità interessanti chi vuole acquistare un'abitazione dove trascorrere le proprie vacanze nel corso dell'anno. Con circa 500 euro al metro quadro è possibile acquisire proprietà in Molise, Alta Irpinia o in Calabria. Con 1.000 euro al metro quadro si può sognare un trullo a Locorotondo o una tipica abitazione salentina nel centro di Presicce, oltre che in numerose località dell'Abruzzo, dove si possono trovare dove i paesaggi sono incantevoli, i ritmi slow, la cucinamagnifica.


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