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martedì 4 aprile 2017

Ecco i televisori del futuro al Séleco workshop design


Si è concluso sabato il creative camp dedicato al rilancio dello storico marchio dell'elettronica di consumo. Premiati dall'assessore Mammini i ragazzi dello Ied di Roma e dell'Isia di Pordenone
Televisori reinterpretati come oggetti di arredo, capaci di esprimere una valenza estetica anche da spenti, attraverso un mix di materiali ricercati e geometrie che strizzano l'occhio alle famose sedie cantilever e al design di Alvar Aalto. Ma anche tv portatili ispirati alle fonovaligie del passato, telecomandi che recuperano in chiave vintage la gestualità analogica e tv totem pensate per riguadagnare, nell'epoca del second screen, la loro centralità nello spazio domestico.
Sono questi alcuni dei lavori usciti dal Séleco workshop design, iniziativa ideata e organizzata dalla Aurelio Latella Advisory, per conto di Twenty spa, giovane e dinamica realtà imprenditoriale che ha recentemente acquisito il marchio Séleco, assieme ad altri importanti storici brand italiani dell'elettronica di consumo come Magnadyne, riportando alla luce una storia del nostro passato industriale che rischiava di perdersi.
Il Séleco Design Workshop si è sostanziato in un creative camp di respiro internazionale che ha visto riuniti presso la fondazione Cassa di risparmio di Lucca, 15 studenti del circuito IED (Istituto europeo del design) e dell'Isia di Pordenone, provenienti da Europa, Cina, Sudamerica e Africa.
"Quando ci è stato dato l'incarico di supportare la proprietà nel rilancio di Sèleco in Italia e all'estero – spiega Aurelio Latella amministratore e founder dell'omonima società di advisory – abbiamo subito pensato che una connotazione distintiva del prodotto in un mercato ultra-maturo come quello dei televisori, potesse avvenire solo attraverso un investimento in chiave design. 
Per questo, forti della nostra esperienza in iniziative analoghe maturate in altri settori (food e manifattura in primis), abbiamo lanciato l'idea del Creative Camp. I risultati davvero sorprendenti che sono stati presentati dai giovani talenti dello Ied, confortano questa nostra intuizione e la bontà dell'approccio tipicamente induttivo e disruptive di questi appuntamenti. Ringrazio il sindaco Tambellini e l'assessore Mammini per aver , anche questa volta, reso possibile il workshop e il prof. Paolo Razzuoli per averci ospitato nei spazi della Fondazione UIPI - Cassa di risparmio di Lucca".
Il Workshop si è concluso lo scorso primo di aprile, con la visione di tutti progetti presentati dai giovani product e interior designer e la valutazione da parte di una giuria composta da: Serena Mammini (assessore all'urbanistica del comune di Lucca), Enrico Ligabue (direttore commerciale di Twenty), Alessandro Zucchini (direttore marketing Twenty), Enrica Ruggeri (partner della Aurelio Latella advisory) e Francesco Subioli (artdirector IED e membro esecutivo dell'ADI). Il riconoscimento al miglior progetto 2017 è stato assegnato al concept "Choose your style" di Nazzareno Ruspolini (IED Roma) Dominique Burrafato (IED Roma) e Caleb Antwi Manu (ISIA Pordonone)
"Il mio approccio al design è molto infantile, mi soffermo ad osservare anche gli oggetti più anonimi che hanno sempre una storia interessante da raccontare - ha dichiarato Nazzareno Ruspolini, uno dei tre vincitori del workshop. Come designer la mia ambizione è quella un giorno, di disegnare un prodotto che ancora non esiste, che delinei la strada per una nuova categoria merceologica".
Dominique Burrafato è invece una studentessa di product design di origini Italo-Argentine cresciuta tra la Scozia, l'Italia, la Nigeria, l'Egitto, la Croazia e l'Argentina e che attinge "a questo patrimonio ricco di influenze sia dell'Oriente che dell'Occidente per trarre ispirazione prima di ogni progettazione".
Infine Caleb Antwi Manu, originario del Ghana, ha riassunto il suo approccio al design in tre parole: funzionale, semplice e innovativo e nutre l'ambizione di avviare nuove imprese industriali nel suo Paese di origine. 

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