Dal punto di vista architettonico l’edificio è stato ri-progettato nel 2008 dall’architetto Stefano Zara con l’obiettivo di aumentarne la funzione sociale: mentre il precedente progetto chiudeva tutti gli spazi esterni con muri e recinzioni, relegandoli al ruolo di parcheggi o giardini privati, il nuovo progetto si apre su una piazza pedonale ad uso pubblico, presenta un portico antistante le attività commerciali, è caratterizzato da aree alberate e a verde accessibili a tutti.
Le forme e i colori dell’edificio – costituito da due blocchi di 4 piani fuori terra uniti da un vano scale comune – nascono da uno studio approfondito dei segni architettonici di riferimento presenti nel territorio, da cui risulta un inserimento urbanistico ben riuscito
La caratteristica principale di “Case Sabin” è di essere una Passivhaus, un edificio passivo certificato seguendo il protocollo del PHI (istituto per le case passive) di Darmstadt. Una Passivhaus è una costruzione in cui si mantengono condizioni di elevato comfort interno senza l’utilizzo di sistemi di riscaldamento e raffrescamento convenzionali. L’utilizzo di una pompa di calore, i cui fabbisogni elettrici sono coperti dall’impianto fotovoltaico in copertura, rende Case Sabin energeticamente autosufficiente per ciò che riguarda riscaldamento, raffrescamento ed acqua calda sanitaria.
Oltre alla certificazione con il PHI, l’edificio è stato certificato con l’agenzia CasaClima di Bolzano (di cui l’impresa Boscarato Costruzioni è partner dal 2007) con la classe Oro, che nella classificazione CasaClima spetta agli edifici in assoluto più efficienti dal punto di vista energetico.
In aggiunta a ciò, l’uso di materiali atossici unito al sistema di ventilazione meccanica controllata assicura un’ottima qualità dell’aria interna.
L’arch. Francesco Dal Col, è l’interior designer che ha curato la progettazione degli interni di una delle 16 unità abitative. L’appartamento in questione si colloca dunque all’interno di un contesto architettonico fortemente innovativo e che utilizza le tecnologie più avanzate in ambito europeo in tema di efficienza energetica dell’edificio. L’architetto Dal Col ha utilizzato le soluzioni Eclisse e in particolar modo la soluzione controtelaio per cartongesso scelta perché “ Quando mi trovo a dover guidare o dare semplici consigli al cliente, è importantissimo avere già un'idea di come poter realizzare ciò di cui si parla. Nel caso specifico dell'installazione di queste porte per interni, era fondamentale riferirsi ad un'azienda in grado di gestire il fuorimisura senza dover rinunciare alla precisione nella posa in opera, alla certezza di avere un prodotto certificato, e alla velocità di realizzazione. Eclisse ha dato risposta ad una scelta progettuale complicata in tutti questi aspetti, raggiungendo il risultato estetico desiderato con prodotti flessibili e completamente adattabili alle esigenze del progetto e del cantiere. L'immagine finale che ne risulta è di grande qualità e modernità”.
Per la ripartizione delle aree interne è stato infatti utilizzato il controtelaio per cartongesso Eclisse che grazie all’efficace intelaiatura aperta ha consentito l’inserimento di materiali di tamponamento tra un profilo orizzontale e l’altro, ed è adattabile a tutti i tipi di orditure. La struttura ad incastro ha permesso l’installazione senza l’ausilio di viti.
Il kit cartongesso è disponibile per larghezze da 600 a 3.000 mm e altezze da 500 a 2.900 mm. E’ dotato di una sede interna di 58-83 mm ed è allargabile in fase di installazione per spessori, a parete finita, di 100 o 125 mm. Il sistema di fissaggio alla parete è realizzato con speciali tasche che facilitano l’applicazione ai profili della struttura in cartongesso.
Brevetti e test sui sistemi scorrevoli Eclisse hanno comprovato la robustezza e la qualità del prodotto.
Test di effrazione effettuati sul controtelaio e sulla porta scorrevole non hanno evidenziato lesioni né flessioni della struttura, in regola con quanto stabilito dalla norma UNI EN 1629. Analogamente, i carrelli di scorrimento hanno resistito a 100.000 cicli di apertura e chiusura senza alterazioni e hanno ottenuto il massimo grado di resistenza alla corrosione (norma UNI EN 1670).
La possibilità di estrarre il binario risolve problemi derivanti dall’usura e dalla manutenzione permettendo l’ispezione del controtelaio in qualsiasi momento.
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