Serramenti in Pvc per risparmiare energia in una palazzina Anni Sessanta
Che gli interventi di ristrutturazione degli edifici esistenti, aumentandone l'efficienza energetica, si rivelino una sorta di "salvagente" nella perdurante crisi del settore delle costruzioni è un dato più che certo, frutto di una diffusa attenzione alle tematiche ambientali, di cui il costruire sostenibile costituisce un capitolo essenziale, con le positive ricadute sia sulle "tasche" che sul comfort e benessere di chi vi abita.
Ristrutturare piace
Una realtà, questa, ben documentata dai numeri. "Nel 2015 - si legge in un recente Rapporto Cresme - il mercato crescerà dell'1,1% dopo otto anni di discesa, ma con andamenti fortemente differenziati: +3,5% rinnovo, -3,4% nuove costruzioni".
Un trend virtuoso alla cui origine sta anche il bonus fiscale del 65%: "A seguito delle politiche di detrazioni fiscali relative al periodo 2007/2013 - precisa una nota dell'Enea -, le famiglie italiane hanno realizzato 1,8 milioni di interventi di efficientamento energetico delle loro abitazioni, per un importo totale pari a 22 miliardi di euro".
E una "voce" importante di tale operazione è riferita alla sostituzione dei serramenti, passando dai vecchi "energivori" (mediamente responsabili del 25-30% di dispersione di energia) ai nuovi "risparmiosi". Come si è fatto in una palazzina Anni Sessanta ubicata a Bassano del Grappa (VI), dove i vecchi infissi in legno sono stati sostituiti da quelli nuovi in Pvc targati Ital-Plastick.
Serramenti spreconi?
Pur appartenendo alla classica tipologia architettonica tipica dell'era del boom economico, la palazzina si caratterizza per una linea "pulita" e lontana, per volumetria e concept, da certe "connotazioni invasive" dell'edilizia di quel periodo. Ma con un "tallone d'Achille" costituito, appunto, dalla dispersione energatica legata anche ai serramenti installati.
"I vecchi infissi in legno - dice l'arch. Matteo Campana, studio in Bassano del Grappa, autore del progetto di intervento - si caratterizzavano per un singolo vetro, dello spessore di 3 millimetri, e per caratteristiche tecnico-costruttive critiche dal punto di vista dell'efficienza energetica e del comfort acustico".
Quali le richieste del committente? "Molto precise. In primo luogo, una maggiore efficienza energetica, quindi un valore Uw di trasmittanza termica dei serramenti più basso; lo sfruttamento dell'energia solare nei mesi invernali per la zona sud; l'isolamento acustico lato strada; la tempistica di intervento, con tempi di consegna in meno di 25 giorni".
Ci pensa Giotto plus!
Cosa si è fatto? "Complessivamente, si sono installati 21 infissi, suddivisi tra un'anta, due e tre ante, tutti con anta ribalta. La scelta è caduta sulla Linea Giotto plus Fiber Thermic Shield di Ital-Plastick, proprio per le sue caratteristiche tecnico-costruttive: 7 camere con, appunto, thermic-shield, materiale poliuretanico, celle chiuse bassa densità, inserito nei rinforzi metallici dell'infisso; vetrocamera 4/12/4/12/4 gas argon, valore Ug 0.7 W/m2K con canalina Warm Edge Tgi; nelle vetrate a 3 ante a sud - 220 (l) x 150 (h) cm) -, vetro con Ug 0.7 ma fattore solare 59%, per sfruttare l'energia solare nei mesi freddi; posa eseguita con membrane autoespandenti Illbruck.
Una serie di interventi che hanno ridotto il valore Uw a 1.0 W/m2K".
E sul fronte dell'abbattimento acustico, altro fattore importante del comfort abitativo? "Si è fatto molto anche per questo aspetto: 33 dB su tutte le finestre, ad eccezione di quelle che guardano sul lato strada, dove si è impiegato uno speciale vetro acustico per abbattere 38 dB, composto da un vetrocamera 8/12/4/12/6 argon".
Perché la scelta di Ital-Plastick? "In Ital-Plastick - conclude l'arch. Campana - abbiamo trovato quanto cercavamo: una azienda in grado di proporre soluzioni innovative in materia di nodo serramento, estremamente professionale nel rapporto con il progettista e il committente e affidabile nel rispettare i tempi brevi di consegna richiesti".
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